venerdì 30 novembre 2007

Lettera a Savonarola

Estate quasi 1500.
Caro Savonarola... Santissimo Savonarola, quanto sei bello, quanto ci piaci a noi due! Scusa le volgarità eventuali. Santissimo, potresti lasciar vivere Vitellozzo, se puoi, eh... Savonarola, e che è, oh... diamoci una calmata, eh, oh... e che è? Qua pare che ogni cosa, ogni cosa uno non si può muovere che questo o quello, pure per te, oh. Noi siamo due personcine perbene che non facciamo male a nessuno, che non farebbero male nemmeno a una mosca, figuriamoci a un santone come te. Anzi, no, no, anzi, varrai più di una mosca. Noi ti salutiamo con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto. Scusa per il paragone tra la mosca e il frate, non volevamo minimamente offendere. I tuoi peccatori di prima, con la faccia dove sappiamo, sempre zitti, sotto.

giovedì 29 novembre 2007

Totò




"Io so a memoria la miseria e la miseria

è il copione della vera comicità.

Non si può far ridere se non si conosce bene

il dolore, la fame, il freddo, l'amore senza speranza,

la disperazione della solitudine

di certe squallide camerette ammobiliate

alla fine di una recita in un teatrucolo di provincia;

e la vergogna dei pantaloni sfondati,

il desiderio di un caffelatte,

la prepotenza esosa degli impresari,

la cattiveria del pubblico senza educazione.

Insomma, non si può essere un vero comico

senza aver fatto la guerra con la vita".
Totò




mercoledì 28 novembre 2007

Amare una persona è


AMARE UNA PERSONA E’

...Averla senza possederla.

Dare il meglio di sé

senza pensare di ricevere.

Voler stare spesso con lei,

ma senza essere mossi dal bisogno

di alleviare la propria solitudine.

Temere di perderla,

ma senza essere gelosi.

Aver bisogno di lei,

ma senza dipendere.

Aiutarla, ma senza aspettarsi gratitudine.

Essere legati a lei,

pur essendo liberi.

Essere un tutt’uno con lei,

pur essendo se stessi.

Ma per riuscire in tutto ciò,l

a cosa più importante da fare è...accettarla così com'è,

senza pretendere che sia come si vorrebbe.


di Omar Falworth

sabato 24 novembre 2007

Il tuo sorriso



Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.



Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.



Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.



Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.



Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.




di Pablo Neruda

venerdì 23 novembre 2007

Minuetto


E' un'incognita ogni sera mia...

Un'attesa, pari a un'agonia. Troppe volte vorrei dirti: no!

E poi ti vedo e tanta forza non ce l'ho!
Il mio cuore si ribella a te, ma il mio corpo no!

Le mani tue, strumenti su di me,che dirigi da maestro esperto quale sei...

E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai,

dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.

Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me,

se ti andrà per una notte......

E cresce sempre più la solitudine,nei grandi vuoti che mi lasci tu!

Rinnegare una passione no,

ma non posso dirti sempre sì e sentirmi piccola così

tutte le volte che mi trovo qui di fronte a te.

Troppo cara la felicità per la mia ingenuità.

Continuo ad aspettarti nelle sere per elemosinare amore...

Sono sempre tua, quando vuoi, nelle notti più che mai,

dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi.

Tanto sai che quassù male che ti vada avrai

tutta me, se ti andrà, per una notte...

sono tua......

la notte a casa mia, sono tua, sono mille volte tua...

E la vita sta passando su noi, di orizzonti non ne vedo mai!

Ne approfitta il tempo e ruba come hai fatto tu,

il resto di una gioventù che ormai non ho più...

E continuo sulla stessa via, sempre ubriaca di malinconia,

ora ammetto che la colpa forse è solo mia,

avrei dovuto perderti, invece ti ho cercato.

Minuetto suona per noi, la mia mente non si ferma mai.

Io non so l'amore vero che sorriso ha...

Pensieri vanno e vengono, la vita è così...
Mia Martini

mercoledì 21 novembre 2007

La Cura





Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
TI salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.




Franco Battiato

Lettere contro la guerra di Tiziano Terzani



"...Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglio, la vanità...
Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i nostri figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di uscire allo scoperto; è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale, molto più che con nuove armi."

lunedì 19 novembre 2007

Lentamente Muore



Lentamente muore


chi diventa schiavo dell'abitudine,


ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,


chi non cambia la marcia,


chi non rischia e cambia colore dei vestiti,


chi non parla a chi non conosce.




Muore lentamente chi evita una passione,


chi preferisce il nero su bianco


e i puntini sulle"i"


piuttosto che un'insieme di emozioni,


proprio quelle


che fanno brillare gli occhi,


quelle che fanno


di uno sbadiglio un sorriso,


quelle che fanno battere il cuore


davanti all'errore e ai sentimenti.




Lentamente muore


Chi non capovolge il tavolo,


chi è infelice sul lavoro,


chi non rischia la certezza


per l'incertezza per inseguire un sogno,


chi non si permette


almeno una volta nella vita


di fuggire ai consigli sensati.




Lentamente muore chi non viaggia,


chi non legge,


chi non ascolta musica,


chi non trova grazia in se stesso.


Muore lentamente


Chi distrugge l'amor proprio,


chi non si lascia aiutare;


chi passa i giorni a lamentarsi


della propria sfortuna o


della pioggia incessante.




Lentamente muore


chi abbandona un progetto


prima di iniziarlo,


chi non fa domande


sugli argomenti che non conosce,


chi non risponde


quando gli chiedono


qualcosa che non conosce.


Evitiamo la morte a piccole dosi,


ricordando sempre che essere vivo


richiede uno sforzo


di gran lunga maggiore


del semplice fatto di respirare.


Soltanto l'ardente pazienza porterà


al raggiungimento


di una splendida felicità




P.Neruda

domenica 18 novembre 2007

La Finestra di Irene Grandi



Così ogni volta che
basterà un rumore un colore un odore
a farmi ricordare che vivere era tutto un altro affare

Così ogni volta che
mi imbarcherò in qualche avventura
pensando di avere una chiave ma chi sa poi per quale serratura

Cosi ogni volta che
camminado
sul ghiaccio fragile dei miei pensieri
io mi ritroverò
planando
come un gabbiano tra i ricordi di ieri
Aprirò una finestra sul cielo
e punterò il dito
pensando l'universo non si ferma per un amore finito
Aprirò una finestra sul cielo
con gli occhi puntati
giusto un pò più là dei miei sogni
finiti naufragati
Così ogni volta che
basterà una parola una frase o una battuta storta
per volere lasciare il mondo fuori dalla porta

Così ogni volta che... tu
soVrapensiero qualcuno
si troverà il tuo nome
appicicato tra le righe di un discorso mai finito
Così ogni volta che
respirando sul filo teso di un emozione
io mi ritroverò
tremando
come una foglia di fine stagione

Aprirò una finestra sul cielo
e punterò il dito
pensando l'universo non si ferma per un amore finito

Aprirò una finestra sul cielo
provando a guardare
giusto un pò più là dei miei sogni
finiti a naufragare

Così ogni volta che
basterà un soffio
Io aprirò una finestra sul cielo...

Aprirò una finestra sul cielo
provando a guardare giusto un pò più là dei miei sogni finiti a naufragare

Così ogni volta che.

giovedì 15 novembre 2007

PROLUNGAMENTO DI UN BACIO



Ieri ti ho baciato sulle labbra.
Ti ho baciato sulle labbra. Intense,
rosse. Un bacio così corto
durato più di un lampo,
di un miracolo, più ancora.
Il tempo
dopo averti baciato
non valeva più a nulla
ormai, a nulla
era valso prima.
Nel bacio il suo inizio e la sua fine.
Oggi sto baciando un bacio;
non solo con le mie labbra.
Le poso
non sulla bocca, no, non più
- dov'è fuggita? -
Le poso
sul bacio che ieri ti ho dato,
sulle bocche unite
dal bacio che hanno baciato.
E dura questo bacio
più del silenzio, della luce.
Perché io non bacio ora
né una carne né una bocca,
che scappa, che mi sfugge.
No.
Ti sto baciando più lontano.

Pedro Salinas