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mercoledì 25 gennaio 2012

Il testo della Nuova Fiat Panda


Quante "Italie" conosciamo?
Quella dell'arte?
Quella della grande inventiva?
Quella del talento costruttivo?
Quella del paese pittoresco?
Quella dei giovani che cercano un futuro?
O quella capace di grandi imprese industriali?
Noi possiamo scegliere quale Italia essere.
E' il momento di decidere se essere noi stessi
o accontentarci dell'immagine che ci vogliono dare.
Questo momento è quello di ripartire.
Ripartire nell'unico modo che conosciamo: con il nostro lavoro
e mettendoci alla prova.
Perché in Italia, ogni giorno,
c'è qualcuno che si sveglia e
mette nel suo lavoro il talento,
la passione,
la creatività,
ma soprattutto la voglia di costruire
una cosa ben fatta.
Le cose che costruiamo ci rendono ciò che siamo.
Nuova fiat Panda. Questa è l’Italia che ci piace.

lunedì 16 gennaio 2012

La tragedia della Costa Concordia




Poco dopo mezzanotte, la prima telefonata della Capitaneria di porto al cellulare del comandante Francesco Schettino.
Gli viene chiesto quante persone sono ancora a bordo. Schettino risponde 200-300. In altre parole, sostiene che sarebbero state già evacuate 4 mila persone dopo soli 40 minuti dall'abbandono nave. È una cifra che ripete più volte nel corso della telefonata. «Ora torno sul ponte. Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo». «Rimarrà solo lei?», chiede la sala operativa. «Credo di rimanere solo io», replica.




Nuova telefonata al comandante. La sala operativa della Capitaneria chiede quante persone devono ancora essere evacuate. Schettino: «Ho chiamato la società e mi dicono che ci sono un centinaio di persone». In realtà l'evacuazione è ancora nel pieno svolgimento, se non all'inizio. «Io sto coordinando». Ma pochi secondi dopo si lascia scappare prima la frase: «Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando». E poi: «Abbiamo abbandonato la nave».
L'ufficiale della guardia costiera, sorpreso, a quel punto chiede: «Comandante, ha abbandonato la nave?». Il comandante ritratta: «No, no, macché abbandonato la nave». 

Ufficiale: «Adesso lei va a prua, risale la biscaggina (la scala di corda delle navi) e coordina l'evacuazione. Ci dice quante persone ci sono ancora: se ci sono bambini, donne, passeggeri e il numero esatto di ciascuna di queste categorie. Vada a bordo. Cosa fa, lascia i soccorsi?».
Schettino: «No, no, sono qua, sto coordinando i soccorsi».
Ufficiale: «Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri».
Schettino: «Quanti?».
Ufficiale: «Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos'hanno bisogno».
Schettino: «Va bene, sto andando».
Secondo la Capitaneria, tuttavia, non risalirà più a bordo.

Telefonata tra la capitaneria di porto e il comandante Schettino.

domenica 15 gennaio 2012

Pallone d'oro 2012, I candidati








Eric Abidal (Francia - Barcellona)
Sergio Aguero (Argentina - Atletico Madrid/Manchester City)
Karim Benzema (Francia - Real Madrid)
Iker Casillas (Spagna - Real Madrid)
Cristiano Ronaldo (Portogallo - Real Madrid)
Dani Alves (Brasile - Barcellona)
Samuel Eto'o (Camerun - Inter/Anzhi)
Cesc Fabregas (Spagna - Arsenal/Barcellona)
Diego Forlan (Uruguay - Atletico Madrid/Inter)
Andres Iniesta (Spagna - Barcellona)
Lionel Messi (Argentina - Barcellona)
Thomas Mueller (Germania - Bayern Monaco)
Nani (Portogallo)
Neymar (Brasile - Santos)
Mesut Ozil (Germania - Real Madrid)
Gerard Pique' (Spagna - Barcellona)
Wayne Rooney (Inghilterra - Manchester United)
Bastian Schweinsteiger (Germania - Bayern Monaco)
Wesley Sneijder (Olanda - Inter)
Luis Suarez (Uruguay - Ajax/Liverpool)
David Villa (Spagna - Barcellona)
Xabi Alonso (Spagna - Real Madrid)
Xavi (Spagna - Barcellona).

domenica 20 marzo 2011

You've got to find what you love - Voi dovete trovare ciò che amate



"... Sono onorato di essere con voi oggi, per la vostra laurea in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Ad essere sincero, questo è la cosa più vicina ad una laurea, per me. Oggi voglio raccontarvi tre storie che mi appartengono. Tutto qui. Niente di particolare. Solo tre storie. 
La prima storia parla di unire i puntini. 
Ho smesso di frequentare il Reed College dopo i primi 6 mesi, ma gli sono rimasto attorno per altri 18 mesi prima di lasciarlo definitivamente. Perchè lo feci? Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa universitaria nubile e decise di darmi in adozione. Sentiva nel suo cuore che io dovessi essere adottato da un laureato, così venne preparata la mia adozione, alla nascita, per un avvocato e sua moglie. Solo quando vidi la luce questi decisero all'ultimo momento di desiderare una bambina. Quindi i miei genitori, che erano in lista d'attesa, vennero chiamati nel mezzo della notte da una voce che chiedeva: "Abbiamo un bambino indesiderato, lo volete?" Essi dissero: "Certo". Mia madre biologica scoprì in seguito che mia madre non si era mai laureata a che mio padre non aveva neanche il diploma di scuola superiore. Rifiutò di firmare i documenti per l'adozione. Accettò, riluttante, solo qualche mese dopo quando i miei genitori promisero che un giorno sarei andato all'università. 17 anni dopo andai all'università. Ma ingenuamente scelsi un istituto universitario costoso quanto Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori lavoratori furono spessi per la retta. Dopo sei mesi non riuscivo a vederne l'utilità. Non avevo idea di cosa fare nella vita e nessun indizio su come l'università avrebbe potuto aiutarmi a capirlo. Così spesi tutti i soldi che i miei genitori avevano risparmiato in un'intera vita di lavoro. Decisi di non seguire il piano degli studi obbligatorio, confidando nel fatto che tutto si sarebbe sistemato. Ero molto spaventato da quella decisione, ma col senno di poi, sarebbe stata una delle migliori decisioni che avessi mai preso. Nel momento in cui scelsi un piano di studio personalizzato avevo la possibilità di ignorare le lezioni che non mi interessavano e di scegliere quelle che mi apparivano più interessanti. Non era per niente romantico. Non avevo una stanza al dormitorio, così dormivo sul pavimento in stanze di amici. Restituivo i vuoti di cocacola per i 5 centesimi di deposito, ci compravo da mangiare, e mi facevo più di 10 kilometri a piedi attraverso la città, ogni domenica notte, per avere un pasto a settimana al tempio Hare Krishna. Che bello. Tutto quello in cui inciampai semplicemente seguendo la mia curiosità ed il mio intuito si rivelarono in seguito di valore inestimabile. Per esempio: il Reed College all'epoca offriva quello che era probabilmente il miglior corso di calligrafia del paese. In tutto il campus, ogni manifesto, ogni etichetta su ogni cassetto, era meravigliosamente scritto a mano. Decisi di prendere lezioni di calligrafia. Appresi la differenza tra i tipi di caratteri con grazie e senza grazie. Imparai l'importanza della variazione dello spazio tra combinazioni diverse di caratteri. Mi insegnarono quali elementi fanno della tipografia, una grande tipografia. Era affascinante: si trattava di storia, bellezza ed arte come la scienza non può catturare. Niente di tutto ciò aveva la benchè mnima speranza di una qualunque applicazione nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, tutto mi tornò utile. E lo mettemo interamente nel Mac. Era il primo computer che curasse la tipografia. Se non avessi mai scelto quel corso, al college, il Mac non avrebbe mai avuto font proporzionali e font a larghezza fissa. E siccome Windows ha copiato il Mac, è probabile che nessun computer li avrebbe avuti. Se non avessi scelto di interrompere il piano degli studi obbligatorio non avrei scelto quel corso di calligrafia ed i personal computer avrebbero potuto non avere la stupenda tipografia che hanno. Era ovviamente impossibile unire i puntini guardando al futuro mentre ero al college e capire in cosa si sarebbe concretizzat. Ma la realizzazione era estremamenta chiara, guardardando alle spalle, dieci anni dopo. Ve lo ripeto, non puoi unire i puntini guardando al futuro, puoi connetterli in un disegno, solo se guardi al passato. Dovete quindi avere fiducia nel fatto che i puntini si connetteranno, in qualche modo, nel vostro futuro. Dovete avere fede in qualcosa - il vostro intuito, il destino, la vita, il karma, quello che sia. Questo approccio non mi ha mai deluso e ha fatto tutta la differenza nella mia vita
 La seconda storia parla d'amore e di perdita. 
Sono stato fortunato - ho scoperto quello che amavo fare molto presto. Woz ed io fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo vent'anni. Lavorammo duro, e in 10 anni la Apple crebbe dai due che eravamo in un garage ad una società da 2 miliardi di dollari con più di 4000 impiegati. Avevamo appena creato il nostro miglior prodotto - il Macintosh - un anno prima, e io avevo appena compiuto 30 anni. E fui licenziato. Come si fa ad essere licenziati dalla compagnia che hai fondato? Beh, non appena la Apple si espanse assumemmo qualcuno che pensavo fosse molto capace nel gestire l'aziende con me, e per il primo anno le cose andarono bene. Ma la nostra visione del futuro cominciò a divergere e alla fine decidemmo di rompere. Quando ci fu la rottura i nostri dirigenti decisero di stare dalla sua parte. Così, a trent'anni, ero fuori. E molto pubblicamente. Il centro della mia vita da adulto era completamente andato, sparito, è stato devastante. Non ho saputo che pesci pigliare per un po' di mesi. Sentivo di aver deluso la precedente generazione di imprenditori per aver mollato la presa. Incontrai David Packard e Bob Noyce per cercare di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu un fallimento pubblico, pensai addirittura di andarmene. Ma qualcosa, lentamente, si faceva luce in me. Amavo ancora quello che avevo realizzato. L'inaspettato e repentino cambiamento alla Apple non avevano cambiato quello che provavo, neanche un poco. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Quindi decisi di ricominciare. All'epoca non me ne accorsi, ma il mio licenziamento dalla Apple fu la cosa migliore che poteva capitarmi. Il peso del successo fu rimpiazzato dall'illuminazione di essere un principiante ancora una volta, con molta meno sicurezza su tutto. Questo mi liberò e mi consentì di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita. Durante i cinque anni successivi, fondai una società di nome NeXT, un'altra di nome Pixar, a mi innamorai di una meravigliosa donna che sarebbe poi diventata mia moglie. Pixar finì per creare il primo film animato al computer della storia, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione più famoso al mondo. Apple, con una mossa notevole, acquisì NeXT, io tornai ad Apple, e la tecnologia che sviluppo con NeXT è oggi nel cuore dell'attuale rinascimento di Apple. Laurene ed io abbiamo una stupenda famiglia. Sono sicurissimo che niente di tutto ciò sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato da Apple. E' stato un boccone amarissimo da buttar giù, ma era la medicina di cui avevo bisogno. A volte la vita ti colpisce in testa come un mattone. Non perdete la fede. Sono convinto del fatto che l'unica cosa che mi ha consentito di proseguire sia stato l'amore che provavo per quello che facevo. dovete trovare ciò che amate. E' questo è tanto vero per il vostro lavoro quanto per chi vi ama. Il lavoro riempirà gran parte della vostra vita e l'unico modo per essere veramente soddisfatti e quello di fare quello che pensate sia il lavoro migliore. E l'unico modo per fare il lavoro migliore e quello di amare quello che fate. Se non lo avete ancora trovato, continuate a cercare. Non vi fermate. Come tutti gli affari di cuore, lo saprete quando lo troverete. E, come nelle migliori relazioni, diventerà sempre migliore al passare degli anni. Quindi, continuate a cercarlo fino a quando non l'avrete trovato. Non fermatevi.
 La terza storia parla di morte. 
Quando avevo 17 anni, lessi un brano che diceva più o meno: "se vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, prima o poi lo sarà veramente". Rimasi impresso, e da allora, per gli ultimi 33 anni, ho guardato nello specchio ogni mattina e mi sono chiesto: "se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?" E ogni volta che la risposta fosse "No" per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa. Ricordare che morirò presto è stato lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto - tutte le aspettative, l'orgoglio, le paure di fallire - tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante. Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c'è nessun motivo per non seguire il vostro cuore. Circa un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto una TAC alle 7:30 del mattino e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava sicuramente di un tipo di cancro incurabile, e che avrei avuto un'aspettativa di vita non superiore ai 3-6 mesi. Il mio dottore mi consigliò di andare a casa e di sistemare le mie cose, che è il messaggio in codice dei dottori per dirti di prepararti a morire. Significa che devi provare a dire ai tuoi bambini ogni cosa che pensavi di dirgli nei prossimi dieci anni, in pochi mesi. Significa che devi assicurarti che ogni cosa sia a posto così che sarà la più facile possibile per la tua famiglia. Significa che devi dire addio. Ho vissuto con quella diagnosi tutto il giorno. Più tardi, nel pomeriggio, mi è stata fatta una biopsia. Mi hanno infilato un endoscopio nella gola che è passato per il mio stomaco ed il mio intestino. hanno messo un ago nel mio pancreas e hanno prelevato alcune cellule dal tumore. Ero sotto sedativi, ma mia moglie, che era lì, mi ha detto che quando hanno analizzato le cellule al microscopio i dottori cominciarono a piangere perchè scoprirono che si trattava di una rarissima forma di cancro pancreatico curabile con la chirurgia. Sono stato operato. Ora sto bene. E' stata la mia esperienza più vicina alla morte e spero che rimanga tale per qualche decennio ancora. Avendola superata posso finalmente dirvi con più certezza di quando la morte era semplicemente un utile concetto ma puramente intellettuale: Nessuno vuole morire. Neanche chi vuole andare in paradiso vuole morire per arrivarci. E nonostante tutto, la morte è la destinazione che condividiamo. Nessuno vi è mai sfuggito. E così dovrebbe essere perchè la Morte è probabilmente l'unica, migliore invenzione della Vita. E' l'agente di cambiamento della Vita. Elimina il vecchio per far spazio al nuovo. Proprio adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo distante da oggi, diventerete gradualmente il vecchio che deve essere eliminato. Mi dispiace essere così drammatico, ma questa è la verità. Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi - che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore ed il vostro intuito. Loro sanno già quello che voi volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c'era un'incredibile pubblicazione chiamata The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione. Era stata creata da un tizio di nome Stewart Brand non troppo lontano da qui, a Menlo Park, e la portò alla luce con il suo tocco poetico. Stiamo parlando dei tardi anni '60, prima dei computer ed il desktop publishing, quidi era tutta fatta con macchine da scrivere, forbici e Polaroid. Era una sorta di Google di carta, 35 anni prima della venuta di Google: era idealistico, e pieno di strumenti utili ed informazioni preziose. Stewart ed il suo gruppo pubblicaro molti numeri del Grande Catalogo Mondiale fino all'ultima edizione. Eravamo a metà degli anni '70 ed io avevo la vostra età. Sul retro di copertina dell'ultimo numero c'erà la foto di una strada di campagna all'alba, quel tipo di strada sulla quale potreste trovarvi a fare l'autostop se voste così avventurosi. Sotto c'erano queste parole "Siate affamati, siate folli". Questo era il messaggio di congedo. Rimanere affamato. Rimanere folle. Me lo sono sempre augurato. Ed ora, per voi che state per laurearvi, lo auguro a voi. Siate affamati. Siate folli. 
Grazie..."

testo del discorso di Steve Jobs, capo di Apple Computer e Pixar Animation studio, in occasione della consegna dei diplomi celebratasi nel 2005 presso la Stanford University

martedì 15 marzo 2011

Luca Luciani Discorso strampalato per motivare i venditori Telecom



Questo è il messaggio a cui tengo molto.
Perché ho la faccia incazzata ?
Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone e non ce la fa e tutti sono professori. Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film, che sono tutte cazzate!
Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo, una pianura, in Belgio, fece il suo capolavoro. Tutti lo davano per fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo.
Allora, le facce scettiche , le facce ti … non servono a un cazzo. Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a niente.
E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice "ehhh la squadra non gira, non corrono.. ” , bene, correte di più, stringete i denti, prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno, perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoletone a Waterloo.

Luca Luciani - Convention Marketing Telecom 2008

venerdì 22 maggio 2009

Singolarità tecnologica


 "...Diciamo che una macchina ultraintelligente
                                                                                  sia definita come una macchina che può sorpassare di molto tutte le attività intellettuali                                                                                                                                                                          di qualsiasi uomo per quanto sia abile. Dato il progetto di queste macchine è una di queste attività intellettuali, una macchina ultraintelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; quindi, ci sarebbe una "esplosione di intelligenza", e l'intelligenza dell'uomo sarebbe lasciata molto indietro. Quindi, la prima macchina ultraintelligente sarà l'ultima invenzione che l'uomo avrà la necessità di fare ..."

mercoledì 10 dicembre 2008

Una scomoda verità


La scomoda verità è qualcosa a cui non dai sufficente importanza. E' il risultato della idiozia umana.Una verità che andrebbe urlata attraverso tutti i media del mondo, invece di sussurrarla come si farebbe con una banalità qualunque.Non bisognerebbe mettere sulla stesse bilancia la salute della nostra terra con i profitti dell'economia.

Questo per almeno due motivi (magari ce ne sono altri...).

Il primo è che come si può pensare che i profitti delle società in calo siano più importanti della salute della terra?? Voglio dire se collassa l'ecosistema e la terra diventa invivibile...le aziende come potranno ancora produrre?? Una bilancia con a sx la terra e a dx le aziende è un immagine illogica e insana...che solo qualche politico ha avuto il coraggio di proporre ( non faccio nomi!!).

Il secondo punto riguarda inveceil fatto che pensare e vivere nel rispetto dell'ambiente crea occupazione e aumenta il benessere in generale. Questo perchè permette lo sviluppo di nuove aziende legate al rispetto ambientale e nuove figure si rendereanno necessarie per regoalmentare e far rispettare i vincoli stabiliti dalle autorità.Ancora uan volta ci vogliono prendere in giro,magari dicendoci che i cambiamenti climatici sono normali e ciclici. Che in fondo c'è sempre stata un estate più calda della più calda di questi ultimi anni.Beh andate a vedere la situazione dei ghiacciai più importanti nel mondo vent'anni anni fa e confrontateli con ora. Andate a vedere l'area che le nevi coprivano il Kilimangfiaro trent'anni fa e quelle che ricoprono ora.Io non faccio politica intesa come propaganda per uno schieramento o per l'altro, io cerco solo di non fare finta.

Cerco di alzare la testa soprala cortina fumogena che ci avvolge e vederci chiaro fin tanto che riesco.

......se volete saperne di più guardate "Una scomoda verità".......

venerdì 24 ottobre 2008

..piano piano...


Quante cose succedono ultimamente...tante...talmente tante che l'omicidio di Perugia passa in terzo o quarto piano (a seconda del tg di cui si parla).
In primo piano la protesta studentesca universitaria (e la chiamo così anche se questa in realtà è al conseguenza della "riforma" Gelmini).
In secondo piano il disastro finanziario (che "guasi" mi vien da piangere dalla paura...e forse da scappare per andare a fare le aragoste su di una spiaggia caraibica).
Terzo piano l'incredibile incidente aereo militare...o meglio quello dell'elicottero.

...............commento piano.........piano piano........

Intanto dico che la situazione dell'università è tremendamente difficile. Una bella patata bollente perchè vedo cose sbalorditive e castronate ovunque. Quindi:

1. Questa non è una riforma...ma una razionalizzazione del sistema (ovvero di un provvedimento collegato alla manovra finanziaria ovvero tagli!!!), tant'è che la proposta è partita dal ministro dell'economia.
2. Nella università italiana ci sono numeri degli sprechi da brrrrividi (anche se i dati sono poco certi) e in questi giorni sono usciti allo scoperto, quindi questo fa pensare che sia più che giusto una riorganizzazione del sistema.
3. E' giusto dire che riformare il sistema universitario non è cosa da poco in quanto bisogna saper mettere d'accordo i Baroni conservatori con i giovani che sognano e danno l'impulso innovativo nel paese.

.......concludo piano.............piano piano................

Dico che forse l'unica proposta sarebbe quella di far giungere le risorse economiche, alle persone giuste quelle che fanno ricerca e didattica in maniera buona e produttiva.
Bisognerebbe premiare chi insomma si impegna e aiuta il progresso del nostro paese. Fare in modo che le università si debbano sudare i fondi attraverso la buona didattica e la buona ricerca.
Chissà........

giovedì 17 aprile 2008

Mi indigno


Non si può non commentare il risultato delle elezioni perché le cose che si leggono sui giornali non sono mai complete, ci si aspetta che almeno gli organi di stampa dicano le cose come sono e invece…...
Mi riferisco a tre “uscite” del nostro (anche se io non l’ho votato e lo dico sinceramente) futuro presidente del consiglio: "abolirà l’Ici sulla prima casa"…..ma che bravo!!!!, peccato che quei miopi dei Ds non abbiano mai investito in comunicazione per dire che l’abolizione dell’Ici è presente nella finanziaria del governo Prodi per entrare in vigore da luglio 2008…..ma almeno un giornale potrebbe dirlo?????!!!!!……."il governo di Berlusconi sarà formato solo da 60 persone compreso i ministri"…come se questa fosse una lodevole scelta di Berlusconi…ma nessuno scrive e dice che è una riforma introdotta dal governo Prodi…..c’è da ammettere che Berlusca non ha bisogno di idee, ci sono già quelli del governo Prodi (ex governo) che gliele offrono su un piatto d’argento senza che nessuno lo sappia…tanto di cappello alla genialità di Silvio Berlusconi e del suo partito, di cui ancora non si capisce quale sia il nome (forza italia, casa della libertà, case delle libertà, partito della libertà, circoli della libertà…..bho!!!)
Ma io come donna mi indigno, mi indigno perché sentire che “la famiglia è quella fondata sul matrimonio” ci riporta indietro di 50 anni e ci inchioda allo Stato Vaticano….mi indigno quando sento che la risposta del nostro futuro presidente del consiglio, alla domanda di una giovane ragazza precaria fidanzata con un ragazzo precario su quale futuro possano costruirsi, è che intanto lei non deve fidanzarsi con un precario ma con un uomo che ha i soldi, come suo figlio!!!!!!!…..una risposta del genere ci fa piombare indietro di 70 anni…..ma nessuno dice niente…si ride.
Sono inorridita quando il nostro futuro presidente(lavorerà in questi 5 anni per diventare prossimo presidente della repubblica)rivolgendosi a Zapatero e alla sua scelta di avere una forte presenza femminile nel suo governo, dice: “il presidente se l’è voluta e ora dovrà guidarle”…come se le donne da sole fossero capaci di fare poco o niente e avessero bisogno di un “padre padrone" che le tiene per mano e le guida verso il risultato…….ma nessuno dice nulla....si ride.
Inorridisco ancor di più se penso che molto probabilmente il ministero della difesa (forze armate) sarà in mano a chi ha reso possibile il disastro del G8 di genova…ricordiamoci un morto e pestaggi alla gente pacifista che stava manifestando…
Io inorridisco, non mi vergogno di dirlo ….siamo tutti responsabili di questo silenzio, di questa scomparsa della sinistra dal parlamento(l’unica forza politica che alimenta la cultura, la laicità dello stato, l’emancipazione della donna, la civiltà multietnica)…io davvero inorridisco quando già inizio a sentire (perché questo lo dicono e qualcuno anche lo scriverà) che adesso la sinistra per farsi sentire si organizzerà in terrorismo…..chi non contempla la democrazia pensa e dice che chi è fuori dal parlamento risponderà con forte violenza e così già si criminalizza chi non è rappresentato in parlamento.
Voglio convincermi che da ogni nuovo periodo risorgeranno nuove idee…...perchè le idee oggi mancano, siamo blindati in falso perbenismo e apparenza, pensando solo al presente e al futuro ci penserà chi verrà dopo di noi…….
Ma sì...speriamo in bene.

Livia

giovedì 7 febbraio 2008

Storia di un ragazzo afgano



"La maggior parte annega dopo essere salita su barche stracariche, dopo aver pagato il passaggio più di un biglietto di nave da crociera. Su di loro il mare preleva una quota, una decima parte naufraga e affoga in sacrificio al dio Nettuno e a nessuno che ne porti responsabilità. Ma qualcuno muore anche via terra.Il ragazzo afgano era arrivato in Italia, ce l'aveva fatta, da solo. Nell'ultimo tratto del viaggio gli era riuscito il capolavoro di infilarsi in una nicchia sotto l'albero di trasmissione di un camion spagnolo proveniente dalla Grecia. Si era legato bene con cinghie e corde. Nessuno se ne era accorto neanche i due autisti. Gli era riuscito il capolavoro: arrivare in Italia sgusciando tra le maglie e tra le gambe dei doganieri. Aveva fatto il contrabbandiere di se stesso, viaggiando con la faccia a 30 centimetri dall'asfalto. Del resto il corpo umano è oggi la merce più redditizia da trasportare, in regime di libera circolazione delle merci ma non delle persone. Veniva dall'Afghanistan, voleva l'Italia, forse aveva qualcuno da raggiungere. La cinghia si dev' essere allentata, un pezzo di corda ha ceduto. Mentre il camion correva verso Ovest, il ragazzo ha cominciato a sfiorare il suolo italiano. Il suo corpo scivolato è stato straziato dall'attrito….Così è finita la corsa del ragazzo afghano, in una corsia di parcheggio vicina a Bertinoro. E' stato dilaniato come nella sua terra i suoi coetanei, esplosi sulle mine o sotto le bombe sapienti dell'aviazione occidentale in cerca di nemici. Si è disintegrato su una pista del nostro ovest. Non ci possiamo fare niente, né per impedirlo né per risarcirlo. Possiamo solo raccontare il coraggio, la volontà, il destino, per toglierlo dalla cronaca di un giorno e tenerlo nel pugno di memoria di una storia. Muoiono così gli uomini del secolo secondo delle grandi migrazioni, cercando un'altra terra, una mano che afferri la loro disperata. Ma non sarai l'ultimo, verranno altri ragazzi, passeranno sotto i camion, in celle frigorifere, in gusci di legno sbattuti sulle via d'acqua del Mediterraneo. Altri verranno e ce la faranno al posto tuo, in nome tuo, perché noi che vi neghiamo il passo non vi fermeremo mai"



Erri de Luca

Le città invisibili



La città di Leonia rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la popolazione si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall'involucro, indossa vestaglie nuove fiammanti, estrae dal più perfezionato frigorifero barattoli di latta ancora intonsi, ascoltando le ultime filastrocche dall'ultimo modello d'apparecchio.
Sui marciapiedi, avviluppati in tersi sacchi di plastica, i resti della Leonia d'ieri aspettano il carro dello spazzaturaio. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, contenitori, materiali d'imballaggio, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero, come dicono, il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità.
Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell'esistenza di ieri è circondato d'un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare.
Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede: fuori della città, certo; ma ogni anno la città s'espande, e gli immondezzai devono arretrare più lontano; l'imponenza del gettito aumenta e le cataste s'innalzano, si stratificano, si dispiegano su un perimetro più vasto.
Aggiungi che più Leonia eccelle nel fabbricare nuovi materiali, più la spazzatura migliora la sua sostanza, resiste al tempo, alle intemperie, a fermentazioni e combustioni. E` una fortezza di rimasugli indistruttibili che circonda Leonia, la sovrasta da ogni lato come un acrocoro di montagne.
Il risultato è questo: che più Leonia espelle roba più ne accumula; le squame del suo passato si saldano in una corazza che non si può togliere; rinnovandosi ogni giorno la città conserva tutta se stessa nella sola forma definitiva: quella delle spazzature d'ieri che s'ammucchiano sulle spazzature dell'altroieri e di tutti i suoi giorni e anni e lustri.

Il pattume di Leonia a poco a poco invaderebbe il mondo, se sullo sterminato immondezzaio non stessero premendo, al di là dell'estremo crinale, immondezzai d'altre città, che anch'esse respingono lontano da sé montagne di rifiuti.
Forse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta.
I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell'una e dell'altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano.
Più ne cresce l'altezza, più incombe il pericolo delle frane: basta che un barattolo, un vecchio pneumatico, un fiasco spogliato rotoli dalla parte di Leonia ed una valanga di scarpe spaiate, calendari d'anni trascorsi, fiori secchi, sommergerà la città nel proprio passato che invano tentava di respingere, mescolato con quello delle città limitrofe, finalmente monde: un cataclisma spianerà la sordida catena montuosa, cancellerà ogni traccia della metropoli sempre vestita a nuovo.
Già dalle città vicine sono pronti coi rulli compressori per spianare il suolo, estendersi nel nuovo territorio, ingrandire se stesse, allontanare i nuovi immondezzai.



Italo Calvino

mercoledì 30 gennaio 2008

Il grande dittatore


Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!
Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo" – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!
Hannah puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia. Guarda in alto Hannah le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto Hannah l'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.

mercoledì 21 novembre 2007

Lettere contro la guerra di Tiziano Terzani



"...Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l'insicurezza, l'ingordigia, l'orgoglio, la vanità...
Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i nostri figli ad essere onesti, non furbi. È il momento di uscire allo scoperto; è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale, molto più che con nuove armi."