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venerdì 6 marzo 2009

Frammenti


Questa è la tessera del puzzle che ho perduto andando via.
Senza...tutto il disegno ha perso il suo significato.
Oggi che la rivedo penso a te.
Se la ritrovi, sei pregata di riportamela.

venerdì 12 settembre 2008

Oggi da un'altra parte


Vorrei non essere qui,vorrei che molte delle persone che sono costretto a vedere sparissero e diventassero estranee. Vorrei trasformare a mio piacimento tutti queste persone in animali.
Chi è sempre arrabbiato con me o con il mondo lo farei diventare un piccolo maialino rosa.

Chi fa l'ipocrita, lo trasformerei in un piccolo scoiattolo costretto a scappare da una pianta all'altra.

Chi se ne apporfitta e pensa a salvarsi solo la faccia, lo farei diventare un geco così starebbe sempre spiacciato sul muro.

Chi invece pensa sempre di aver ragione senza ascoltare, lo farei diventare un' ape operaia.


Oggi vorrei davvero che qui fosse da un'altra parte.


Vorrei che i giorni scorressereo più dolcemente, senza questo continuo schiacciamento verso il basso.
Vorrei capire il modo per trasformare il rame in oro e la pioggia in soffici nuvole e l'afa in brezza marina.
Vorrei che un giorno trovando per terra una bacchetta magica, potessi togliermi le scarpe per camminare a piedi nudi senza mai tagliarmi.


Vorrei che oggi diventasse già domani e che domani mi faccia scordar quello che è oggi.

venerdì 13 giugno 2008


Elogio alla Volontà



Niente al mondo può sostituire

la volontà.


Non il talento: nulla è più comune di

uomini dotati di talento

cui il successo non arride.


Non il genio: l’affermazione

“il genio non paga”

è quasi un proverbio.

Non l’educazione da sola: il mondo è

pieno di derelitti educati.


SOLO LA VOLONTA’

E

LA DETERMINAZIONE SONO ONNIPOTENTI.

lunedì 24 marzo 2008

La mia ex moglie...il mio futuro marito


La contabilità della vita non si tiene come la contabilità di una società. 
In una società s.r.l. o s.a.s o qual si voglia si fa tutto con un bilancio. 
A consuntivo, preventivo o giornaliero. Tutto è abbastanza semplice, la somma delle singole poste dà il risultato. Quando il risultato coincide con la somma algebrica di quello che c’è “sopra” allora il gioco è fatto. Il mio problema è che la somma delle mie poste non da me. Forse mi mancano delle poste o non sono bravo con le somme algebriche, sta di fatto che io con questo risultato non mi riconosco. È come se il risultato (me), non corrispondesse agli elementi (la mia vita) da sommare. Giusto che i conti non tornino? Oppure sarebbe giusto il contrario? Difficile da dire con certezza. Difficile è definire il “giusto” come lo è definire il “normale”. La vita con le sue contraddizioni e incertezze va vissuta in modo moderato. Senza prenderla troppo sul serio e strizzando l’occhio al fato.
A fagiuolo riporto la prima parte di un brano che oltre ad essere ben scritto lascia spazio ai commenti più ampi.
Aspetto giudizi e varie ed eventuali….

Il titolo è :” La mia ex moglie…il mio futuro marito…

Si incontrano a una festa, dove tutti e due sono stati trascinati.
Va bene che l’elaborazione ha bisogno dei suoi tempi.. – Ha insistito con lui il fratello – Ma a un certo punto quei tempi dobbiamo essere noi ad affrettarli Lo so che dev’essere terribile, perfino io non riesco a farmene una ragione, stavate insieme dal liceo tu e Laura, era come una sorella per me. Con il suo maestro di rebirthing… Impossibile, me ne rendo conto. Ma ormai sono passati due anni. La vita continua. E il momento di darle una spinta può essere stasera.
Ma se non esci mai questo salvatore che ti cambierà la vita quando potrai conoscerlo? – Ha insistito con lei la sua amica più cara. – Mica ti piovono in casa, gli uomini. Bisogna andargli incontro. Mettiti quel vestito nero che ti lascia la schiena nuda, truccati e fatti trovare pronta per le nove.
Cominciamo a parlare più per noia che per interesse. Si ritrovano all’improvviso vicini e soli, al tavolo degli alcolici, a gestire l’imbarazzo in cui il fratello di lui e l’amica più cara di lei li hanno lasciati, cominciando a chiacchierare di tutto e di niente come se si conoscessero da sempre,e poi allontanandosi, assicurando che sarebbero tornati immediatamente, giusto il tempo per cercare un tabaccaio aperto per comprare le sigarette – le abbiamo finite tutti e due, incredibile quanto dura poco un pacchetto quando sei in buona compagnia, allora ciao, eh, torniamo subito, ciao.
Cominciano a parlare, insomma. Lei sente un po’ di freddo, d’altronde ad aprile uno non sa mai come vestirsi, dice lui, già, sospira lei, già.
Un paio di minuti rotolano via in silenzio. Durano tantissimo.
-La mia ex moglie per quanto lo detestava, il freddo, solo a giugno toglieva il piumone dal letto.- Fa lui.
-Figurati, io non vedo l’ora di incontrare la persona giusta e trasferirci insieme alle Hawaii, dove ci sono quaranta gradi per tutto l’anno.
Rotolano via altri minuti, altri silenzi. Il fratello di lui e l’amica più cara di lei non tornano. Lei prova a chiamare sul cellulare l’amica. Risponde la segreteria telefonica. Lui prova a chiamare il fratello. Il cellulare squilla a vuoto.
- Maledizione, non ho nemmeno la macchina perché dopo la separazione l’ho lasciata a mia moglie: d’altronde era il regalo di nozze che ci avevano fatto i suoi.
- Io non ho neppure la patente…Sono all’antica, sai, e sogno un uomo che magari non arriverà su un cavallo bianco, certo, ma comunque sarà lui a voler, come dire, guidare, a guidarmi, ecco, via da questo schifo di vita qui.
Chiamano un taxi.
Fanno l’amore subito, a casa di lui. Nemmeno il tempo di spogliarsi.
Lei ha trent’anni, è stat per tre volte campionessa italiana di pattinaggio artistico, insegna danza moderna, ha le ossa lunghe, gli occhi larghi e chiari, un’incredibile somiglianza con Jean Seberg.
Obiettivamente lui non è mi stato a letto con un ragazza tanto attraente.
Lui ha quarantasette anni, due lauree e tre dottorati, ha insegnato Letteratura Italiana alla Columbia, vinto un Campiello con un romanzo che ha messo d’accordo pubblico e critica, collaborato come sceneggiatore con Fellini, c’è chi sostiene che a David Linch l’idea di Mullholand Drive sia venuta dopo una discussione con lui sul senso dell’amore, del tempo, dell’amore nel tempo, e dell’esistenza in generale.
Obiettivamente lei non ha mai conosciuto un uomo tanto interessante.
Fanno l’amore ancora, quella notte. E ancora.
Verso le sei del mattino sta per chiedergli di chiamare un taxi quando lui si offre di farlo.
- Non puoi neanche immaginare cosa mi è successo. –Esordisce l’amica più cara di lei, quando verso mezzogiorno le telefona. –Scusami e scusami per averti lasciata da sola, ma sai cosa vuol dire incontrare proprio la persona che non lo sapevi ma stava cercando te? Lo sai?
- Lo sai, mi mancava da un pezzo. –Si presenta da lui in Università il fratello. –E stanotte ho capito che cos’era: mi mancava di conoscere la persona che ho conosciuto stanotte. O meglio, Di riconoscerla. Perché non è che ci siamo solo conosciuti, capisci? Io e quella donna ci siamo riconosciuti.
Passano un paio di settimane. Nessuno dei due si fa vivo con l’altro o aspetta con trepidazione che l’altro lo faccia.
Si incontrano di nuovo a cena, che la più cara amica di lei e il fratello di lui organizzano per annunciare di vivere insieme.
- Fino a un mese fa la mia vita mi sembrava finita in un vicolo cieco, e ora…
- E ora se finiremo in un vicolo cieco, almeno lo faremo insieme!
Per tutto il corso della serata la nuova coppia non fa che sfoderare e sfoderarsi a vicenda un’incontenibile felicità.
Al termine della cena lui e lei si trovano di nuovo soli….

Prima Parte

sabato 23 febbraio 2008

L'albero della vita



L'uomo corre veloce.


L'uomo cammina piano.


Cosa c'è in comune…in apparenza nulla.


In realtà scioccamente una cosa in comune c'è. Una cosa importante c'è davvero.


Lo fanno a testa alta.


Testa alta come a scrutare cosa poco più in là c'è.


Come a fiutare l'aria per cercare di prevedere cosa accadrà.


Come a dire che sapere cosa ci aspetterà ci può far stare più tranquilli ora.


Come a dire che prevedere cosa vi è al di la degli specchi ci farà stare meno male.


Forse il presente è meno presente di quanto pensiamo.


Forse il presente non è altro che la fusione del passato più prossimo e del futuro con cui ci scontreremo al più presto.


Forse il presente non è altro che una pura illusione in quanto non appena proviamo a percepirlo è già svanito.


Lecito è domandarsi a questo punto: è possibile vivere un presente felice senza spizzare il futuro?



martedì 15 gennaio 2008

Una magia



Vorrei avvicinare piano le mie labbra alle tue e fonderle in un bacio. Vorrei che succedesse poco prima che tu scenda dalle scale per uscire dalla porta. Vorrei che prima di andare verso il tuo destino di questa sera, ti girassi verso di me e ti facessi ammirare in tutto il tuo splendore. Sono sicuro che il tuo vestito nero catalizzerebbe la tua sensualità e tutt'intorno a te riverbererebbe della tua luce. Vorrei poter vedere anche solo per un istante la tua immagine intera sorridere ai miei occhi e regalare un cenno di gioia per poi lasciarmi alle spalle dietro la porta che si chiude lentamente.


Rimarrei solo con te, ma non solo come ci si sente dopo un abbandono, no non quel tipo di solo. Immagino il mare, il porto illuminato dalle stelle, lo scintillio della luna in ogni sua fase della notte, la sabbia che si lascia bagnare dall'acqua e diventando liscia. In quegli istanti vorrei poterti stringere a me e sentire che non esiste nessun'altro, il cielo scuro come tetto solo per noi e percepire l'attimo di eterno e di profondo.


Vorrei poter incontrare una magia. Se la potessi incrociare le chiederei con tutto il mio cuore di farmi parlare con un grande poeta. Vorrei poter chiedere al più grande poeta di regalarmi i più dolci versi mai creati. Chiederei a Shakespeare di scrivere per me i più incredibili versi d'amore per poi donarteli in una calda notte di agosto al chiaror di luna. La lettura di versi sublimi mentre le stelle cadono su di noi bagnandoci con il loro divin latte e facendoci diventare, finalmente, immortali per pochi istanti.



lunedì 12 novembre 2007


Parlo con te di Giorgia, è una canzone cha mi andava di postare per un motivo in realtà. Non si tratta della melodia, che per quanto orecchiabile non è un capolavoro. Non si tratta neppure degli arrangiamenti o di altri particolari attinenti alla musicalità. Non si tratta neppure per l'ammirazione verso i virtuosismi canori della stessa Giorgia. Si tratta del tema che tratta. Premesso che non è la prima a trattare il silenzio collegato all'amore e come forma di distaccamento. Penso che l'insieme di tutti gli elementi che sopra ho detto hanno scelto questa canzone come spunto di riflessione per chiedersi cos'è l'amore. E' vero che qualcuno potrebbe obiettare che l'argomento trattato da Giorgia non è perfettamente pertinente con quelllo di cui andrò a scrivere...ma insomma a parlar d'amore non si fa mai male quindi va bene così!Chiedersi almeno una volta nella vita quale sia la differenza tra volersi bene e tra amarsi, inteso come sentimento provato in una coppia, sia una cosa comune. Penso che sia uno di quei pensieri che si iniziano a eleborare con le prime esperienze intime. Capire quando è il momento giusto per dire una piuttosto dell'altra non è però come intuire quando è ora di ingranare la terza.I battiti del cuore (a differenza dei giri del motore) non sempre indicano che si sta amando. Penso che la differenza sostanziale tra "..ti voglio bene.." e "..ti amo.." stia nella presenza. Nota bene che non intendo dire che sia solo questa, ma che questa è una di quelle più importanti. Volersi bene è come volersi dire "..si ci tengo a te, si ci vediamo, si sto bene con te...ma non è necessario che condividiamo spazi, non è fondamentale il contatto quotidiano, non è fondamentale condividere le due polarità in sotanza bello ma quando finisce ognuno a casa sua senza troppi legami.."Amarsi invece in maniera più semplice, "..è amare ciò che si ha così com'è..".Questo significa che si è disposti a condividere gli spazi e i tempi, unire e non dividere, esser pronti ad affrontare le due polarità...ovvero...gioia e dolore.Ma sopratutto si è disposti a farlo qui adesso così come si è. Si è disposti a farsi una promessa autentica, cioè di farlo ora e di provarci per il futuro. Il vero problema è la società che abusa di parole come "..eterno, per sempre, fin che morte non ci separi..", senza insegnarci il valore di saper affrontare le promesse del presente. Siamo inclini alla frivolezza, non diamo più importanza alle parole e soprattutto siamo proiettati troppo sugli altri piuttosto che su noi stessi...non è mai colpa mia ma colpa di...Cercare la consapevolezza e la luce che guidi la vita di ognuno è l'unico modo per cercare di uscire da questi tempi che si prospettano tra i più bui della esistenza umana.

giovedì 31 maggio 2007

Il saggio guarda all’inevitabile



…e decide che non è inevitabile


L'uomo comune guarda a ciò che non è inevitabile e decide che è inevitabile…"


Molto più facile e naturale essere l'uomo comune, quello medio, quello della strada. La saggezza sembra riservata al corpo d'elite….ai pochi…a quelli che sono troppo furbi e bravi per essere figli di gente comune. I problemi della strada e tutti ruotano intorno allo scopo e al significato della vita. Secondo me i due termini possiedono una forza di attrazione reciproca altissima, tant'è che viaggiano in coppia come due fidanzatini di Peyent. In realtà la differenza merita di essere rilevata e vale la pena di chiarire che SIGNIFICATO e SCOPO della vita sono diversi!! Significato è le cose come accadono e non per forza il risultato finale. Lo scopo è la meta da raggiungere. Se hai uno scopo il significato delle cose può aiutare a raggiungerlo. Se non hai uno scopo comprendere le cose che accadono ti saranno poco utili se non difficili. Tu sai qual è il tuo scopo??? Io invidio i medici, i piloti, gli sportivi, i cuochi e tutti quelli che fin da piccoli sanno già quale sia il proprio scopo nella vita…loro hanno avuto la fortuna che nel loro cuore sia stato depositato il segreto dello scopo nella vita. IO uno scopo ancora non l'ho individuato. Ho capito che anche se non credo in un Dio , la vita è importante. La vita come dono prezioso e casuale, va vissuta intensamente e con coraggio. Il coraggio di intuire che dietro ad ogni difficoltà si insidia un insegnamento per la volta successiva. Anche se con le parole ci si può convincere la quotidianità mi schiaccia e a volte il peso delle difficoltà sembra essere troppo. Fino a quanto è giusto sacrificare se stessi a fronte di una speranza? La vita da borderline non è facile, camminare controcorrente nel letto di un torrente in salita lo è ancora di meno.


Rimango in attesa che la vita si presenti all'ombra di una quercia per consegnarmi il mio biglietto vincente, la mia meritata e dovuta occasione d'oro!

sabato 14 aprile 2007

La strada maestra



La vita è bella. Questo lo dicono tutti…tutti quelli che un po' per retorica, un po' per darsi un tono, sbandierano questo quasi come fosse uno claim del tipo "…one like no one". Semplice è semplificare; vale a dire che esclamare che " la vita è bella" è un po' come ridurre ai minimi termini la vita con lo scopo di poterla catalogare. Non si può proprio fare….difficile da accettare per chi "…vorrebbe scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio…". Senza porsi in una condizione per forza pessimistica dell'universo, ma semplicemente riflettendo su quello che accade, è più corretto affermare che la vita è complessa. Una palla di forma non perfettamente sferica, composta da mille piccoli frammenti di vetro tutti diversi tra loro. Uniti da collante invisibile che ne mantiene la tensione donando quella forma che ricorda una sfera. Da qualsiasi lato la si guardi sembra sempre diversa e ogni singolo pezzettino riflette alla propria maniera l'ambiente circostante. La vita è così, complessa nella sua ormai ben nota forma. Ogni giorno lottiamo ricercando cose diverse, ognuno si da delle priorità e si ricava delle motivazioni. Un diversivo per non pensare alla forma della vita, per evitare di perdere tempo tentando di contare le mille sfaccettature della realtà. Cerchiamo ogni giorno di ricordarci di quanto siamo felici, di quanto siamo fortunati e di quanto sia importante raggiungere il fatturato più alto del precedente. Perdiamo tempo a depilarci, ad alzare pesi sulla panca obliqua e a criticare il prossimo. Ma in fondo sono tutti piccoli trucchetti per non lasciarci prendere dalla angoscia della solitudine e dalla distanza di ogni sfera dall'altra. Evitare di contare tutti i mille vetrini della nostra realtà e l'unica soluzione per poter millantare che la vita è bella. Le motivazioni e gli obbiettivi sono alla base della vita, non importa quali siano…l'importante è di non dimenticarseli mai. Il rischio più grande è quello di perderli di vista, di metterli in dubbio vacillando di fronte a quello che pensavamo fosse un dogma per la nostra vita…..la strada maestra è il nord di ogni nostra piccola esistenza. Sognare e credere nei nostri obiettivi sono le cose che ci tengono vivi…dimenticarselo ci può essere fatale.

venerdì 6 aprile 2007

Il prato della vita


Qualche volta è giusto fermare il tempo, bloccare l'attimo, sospendere il respiro....prendersi una pausa anaerobica. Una breve pausa per ripristinare la nostra umanità, per rendersi conto che oggi tutto è più difficile e forse tutto è troppo semplice. La follia è sempre dietro l'angolo pronta ad assaltarci non appena abbassiamo la guardia. La pausa deve essere perciò breve quanto basta per rendersi conto che ancora un attimo di contemplazione e il peso della consapevolezza ci renderebbe vulnerabili alla follia. Oggi la vità è difficile, viviamo in una società che purtroppo non lascia spazio ai deboli, regala onori ai forti...una società che va a braccetto con chi è sulla cresta dell'onda. Dobbiamo ricordarci che il tempo è inesorabile e ci segnerà nel fisico e nella mente. Penso che sia giusto vivere non dimenticando mai che se anche la vita ci sorride e il successo sembra essere il più sincero dei nostri amici, presto o tardi ci volterà le spalle. Viviamo da cicale, vivamo da persone sagge e saremo pronti a fronteggiare anche la peggiore delle piaghe. Siamo artefici in gran parte del nostro destino e seminando frettolosamente semi solo in superficie alla prima pioggia non rimmarrà un gran che per la crescita del prato.