
Qualsiasi cosa dicano di me i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dèi e gli uomini.
venerdì 6 marzo 2009
Frammenti

venerdì 12 settembre 2008
Oggi da un'altra parte

venerdì 13 giugno 2008

Niente al mondo può sostituire
lunedì 24 marzo 2008
La mia ex moglie...il mio futuro marito

La contabilità della vita non si tiene come la contabilità di una società.
A fagiuolo riporto la prima parte di un brano che oltre ad essere ben scritto lascia spazio ai commenti più ampi.
Aspetto giudizi e varie ed eventuali….
Il titolo è :” La mia ex moglie…il mio futuro marito…”
Si incontrano a una festa, dove tutti e due sono stati trascinati.
Va bene che l’elaborazione ha bisogno dei suoi tempi.. – Ha insistito con lui il fratello – Ma a un certo punto quei tempi dobbiamo essere noi ad affrettarli Lo so che dev’essere terribile, perfino io non riesco a farmene una ragione, stavate insieme dal liceo tu e Laura, era come una sorella per me. Con il suo maestro di rebirthing… Impossibile, me ne rendo conto. Ma ormai sono passati due anni. La vita continua. E il momento di darle una spinta può essere stasera.
Ma se non esci mai questo salvatore che ti cambierà la vita quando potrai conoscerlo? – Ha insistito con lei la sua amica più cara. – Mica ti piovono in casa, gli uomini. Bisogna andargli incontro. Mettiti quel vestito nero che ti lascia la schiena nuda, truccati e fatti trovare pronta per le nove.
Cominciamo a parlare più per noia che per interesse. Si ritrovano all’improvviso vicini e soli, al tavolo degli alcolici, a gestire l’imbarazzo in cui il fratello di lui e l’amica più cara di lei li hanno lasciati, cominciando a chiacchierare di tutto e di niente come se si conoscessero da sempre,e poi allontanandosi, assicurando che sarebbero tornati immediatamente, giusto il tempo per cercare un tabaccaio aperto per comprare le sigarette – le abbiamo finite tutti e due, incredibile quanto dura poco un pacchetto quando sei in buona compagnia, allora ciao, eh, torniamo subito, ciao.
Cominciano a parlare, insomma. Lei sente un po’ di freddo, d’altronde ad aprile uno non sa mai come vestirsi, dice lui, già, sospira lei, già.
Un paio di minuti rotolano via in silenzio. Durano tantissimo.
-La mia ex moglie per quanto lo detestava, il freddo, solo a giugno toglieva il piumone dal letto.- Fa lui.
-Figurati, io non vedo l’ora di incontrare la persona giusta e trasferirci insieme alle Hawaii, dove ci sono quaranta gradi per tutto l’anno.
Rotolano via altri minuti, altri silenzi. Il fratello di lui e l’amica più cara di lei non tornano. Lei prova a chiamare sul cellulare l’amica. Risponde la segreteria telefonica. Lui prova a chiamare il fratello. Il cellulare squilla a vuoto.
- Maledizione, non ho nemmeno la macchina perché dopo la separazione l’ho lasciata a mia moglie: d’altronde era il regalo di nozze che ci avevano fatto i suoi.
- Io non ho neppure la patente…Sono all’antica, sai, e sogno un uomo che magari non arriverà su un cavallo bianco, certo, ma comunque sarà lui a voler, come dire, guidare, a guidarmi, ecco, via da questo schifo di vita qui.
Chiamano un taxi.
Fanno l’amore subito, a casa di lui. Nemmeno il tempo di spogliarsi.
Lei ha trent’anni, è stat per tre volte campionessa italiana di pattinaggio artistico, insegna danza moderna, ha le ossa lunghe, gli occhi larghi e chiari, un’incredibile somiglianza con Jean Seberg.
Obiettivamente lui non è mi stato a letto con un ragazza tanto attraente.
Lui ha quarantasette anni, due lauree e tre dottorati, ha insegnato Letteratura Italiana alla Columbia, vinto un Campiello con un romanzo che ha messo d’accordo pubblico e critica, collaborato come sceneggiatore con Fellini, c’è chi sostiene che a David Linch l’idea di Mullholand Drive sia venuta dopo una discussione con lui sul senso dell’amore, del tempo, dell’amore nel tempo, e dell’esistenza in generale.
Obiettivamente lei non ha mai conosciuto un uomo tanto interessante.
Fanno l’amore ancora, quella notte. E ancora.
Verso le sei del mattino sta per chiedergli di chiamare un taxi quando lui si offre di farlo.
- Non puoi neanche immaginare cosa mi è successo. –Esordisce l’amica più cara di lei, quando verso mezzogiorno le telefona. –Scusami e scusami per averti lasciata da sola, ma sai cosa vuol dire incontrare proprio la persona che non lo sapevi ma stava cercando te? Lo sai?
- Lo sai, mi mancava da un pezzo. –Si presenta da lui in Università il fratello. –E stanotte ho capito che cos’era: mi mancava di conoscere la persona che ho conosciuto stanotte. O meglio, Di riconoscerla. Perché non è che ci siamo solo conosciuti, capisci? Io e quella donna ci siamo riconosciuti.
Passano un paio di settimane. Nessuno dei due si fa vivo con l’altro o aspetta con trepidazione che l’altro lo faccia.
Si incontrano di nuovo a cena, che la più cara amica di lei e il fratello di lui organizzano per annunciare di vivere insieme.
- Fino a un mese fa la mia vita mi sembrava finita in un vicolo cieco, e ora…
- E ora se finiremo in un vicolo cieco, almeno lo faremo insieme!
Per tutto il corso della serata la nuova coppia non fa che sfoderare e sfoderarsi a vicenda un’incontenibile felicità.
Al termine della cena lui e lei si trovano di nuovo soli….
Prima Parte
sabato 23 febbraio 2008
L'albero della vita

L'uomo corre veloce.
L'uomo cammina piano.
Cosa c'è in comune…in apparenza nulla.
In realtà scioccamente una cosa in comune c'è. Una cosa importante c'è davvero.
Lo fanno a testa alta.
Testa alta come a scrutare cosa poco più in là c'è.
Come a fiutare l'aria per cercare di prevedere cosa accadrà.
Come a dire che sapere cosa ci aspetterà ci può far stare più tranquilli ora.
Come a dire che prevedere cosa vi è al di la degli specchi ci farà stare meno male.
Forse il presente è meno presente di quanto pensiamo.
Forse il presente non è altro che la fusione del passato più prossimo e del futuro con cui ci scontreremo al più presto.
Forse il presente non è altro che una pura illusione in quanto non appena proviamo a percepirlo è già svanito.
Lecito è domandarsi a questo punto: è possibile vivere un presente felice senza spizzare il futuro?
martedì 15 gennaio 2008
Una magia

Vorrei avvicinare piano le mie labbra alle tue e fonderle in un bacio. Vorrei che succedesse poco prima che tu scenda dalle scale per uscire dalla porta. Vorrei che prima di andare verso il tuo destino di questa sera, ti girassi verso di me e ti facessi ammirare in tutto il tuo splendore. Sono sicuro che il tuo vestito nero catalizzerebbe la tua sensualità e tutt'intorno a te riverbererebbe della tua luce. Vorrei poter vedere anche solo per un istante la tua immagine intera sorridere ai miei occhi e regalare un cenno di gioia per poi lasciarmi alle spalle dietro la porta che si chiude lentamente.
Rimarrei solo con te, ma non solo come ci si sente dopo un abbandono, no non quel tipo di solo. Immagino il mare, il porto illuminato dalle stelle, lo scintillio della luna in ogni sua fase della notte, la sabbia che si lascia bagnare dall'acqua e diventando liscia. In quegli istanti vorrei poterti stringere a me e sentire che non esiste nessun'altro, il cielo scuro come tetto solo per noi e percepire l'attimo di eterno e di profondo.
Vorrei poter incontrare una magia. Se la potessi incrociare le chiederei con tutto il mio cuore di farmi parlare con un grande poeta. Vorrei poter chiedere al più grande poeta di regalarmi i più dolci versi mai creati. Chiederei a Shakespeare di scrivere per me i più incredibili versi d'amore per poi donarteli in una calda notte di agosto al chiaror di luna. La lettura di versi sublimi mentre le stelle cadono su di noi bagnandoci con il loro divin latte e facendoci diventare, finalmente, immortali per pochi istanti.
lunedì 12 novembre 2007

giovedì 31 maggio 2007
Il saggio guarda all’inevitabile

…e decide che non è inevitabile
L'uomo comune guarda a ciò che non è inevitabile e decide che è inevitabile…"
Molto più facile e naturale essere l'uomo comune, quello medio, quello della strada. La saggezza sembra riservata al corpo d'elite….ai pochi…a quelli che sono troppo furbi e bravi per essere figli di gente comune. I problemi della strada e tutti ruotano intorno allo scopo e al significato della vita. Secondo me i due termini possiedono una forza di attrazione reciproca altissima, tant'è che viaggiano in coppia come due fidanzatini di Peyent. In realtà la differenza merita di essere rilevata e vale la pena di chiarire che SIGNIFICATO e SCOPO della vita sono diversi!! Significato è le cose come accadono e non per forza il risultato finale. Lo scopo è la meta da raggiungere. Se hai uno scopo il significato delle cose può aiutare a raggiungerlo. Se non hai uno scopo comprendere le cose che accadono ti saranno poco utili se non difficili. Tu sai qual è il tuo scopo??? Io invidio i medici, i piloti, gli sportivi, i cuochi e tutti quelli che fin da piccoli sanno già quale sia il proprio scopo nella vita…loro hanno avuto la fortuna che nel loro cuore sia stato depositato il segreto dello scopo nella vita. IO uno scopo ancora non l'ho individuato. Ho capito che anche se non credo in un Dio , la vita è importante. La vita come dono prezioso e casuale, va vissuta intensamente e con coraggio. Il coraggio di intuire che dietro ad ogni difficoltà si insidia un insegnamento per la volta successiva. Anche se con le parole ci si può convincere la quotidianità mi schiaccia e a volte il peso delle difficoltà sembra essere troppo. Fino a quanto è giusto sacrificare se stessi a fronte di una speranza? La vita da borderline non è facile, camminare controcorrente nel letto di un torrente in salita lo è ancora di meno.
Rimango in attesa che la vita si presenti all'ombra di una quercia per consegnarmi il mio biglietto vincente, la mia meritata e dovuta occasione d'oro!
sabato 14 aprile 2007
La strada maestra

La vita è bella. Questo lo dicono tutti…tutti quelli che un po' per retorica, un po' per darsi un tono, sbandierano questo quasi come fosse uno claim del tipo "…one like no one". Semplice è semplificare; vale a dire che esclamare che " la vita è bella" è un po' come ridurre ai minimi termini la vita con lo scopo di poterla catalogare. Non si può proprio fare….difficile da accettare per chi "…vorrebbe scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio…". Senza porsi in una condizione per forza pessimistica dell'universo, ma semplicemente riflettendo su quello che accade, è più corretto affermare che la vita è complessa. Una palla di forma non perfettamente sferica, composta da mille piccoli frammenti di vetro tutti diversi tra loro. Uniti da collante invisibile che ne mantiene la tensione donando quella forma che ricorda una sfera. Da qualsiasi lato la si guardi sembra sempre diversa e ogni singolo pezzettino riflette alla propria maniera l'ambiente circostante. La vita è così, complessa nella sua ormai ben nota forma. Ogni giorno lottiamo ricercando cose diverse, ognuno si da delle priorità e si ricava delle motivazioni. Un diversivo per non pensare alla forma della vita, per evitare di perdere tempo tentando di contare le mille sfaccettature della realtà. Cerchiamo ogni giorno di ricordarci di quanto siamo felici, di quanto siamo fortunati e di quanto sia importante raggiungere il fatturato più alto del precedente. Perdiamo tempo a depilarci, ad alzare pesi sulla panca obliqua e a criticare il prossimo. Ma in fondo sono tutti piccoli trucchetti per non lasciarci prendere dalla angoscia della solitudine e dalla distanza di ogni sfera dall'altra. Evitare di contare tutti i mille vetrini della nostra realtà e l'unica soluzione per poter millantare che la vita è bella. Le motivazioni e gli obbiettivi sono alla base della vita, non importa quali siano…l'importante è di non dimenticarseli mai. Il rischio più grande è quello di perderli di vista, di metterli in dubbio vacillando di fronte a quello che pensavamo fosse un dogma per la nostra vita…..la strada maestra è il nord di ogni nostra piccola esistenza. Sognare e credere nei nostri obiettivi sono le cose che ci tengono vivi…dimenticarselo ci può essere fatale.
venerdì 6 aprile 2007
Il prato della vita
