martedì 29 dicembre 2009

Sig. Smith




Perché Signor Anderson? 
Perché? 
Perché? 
Perché lo fa? 
Perché si rialza? 
Perché continua a battersi? 
Pensa davvero di lottare per qualcosa a parte la sua sopravvivenza? 
Sa dirmi di che si tratta ammesso che ne abbia coscienza? 
E' la liberta? 
E' la verità? 
O magari la pace... Ma mi dica che non è l'amore!
Illusioni Signor Anderson, capricci della percezione, temporanei costrutti del debole intelletto umano, che cerca disperatamente di giustificare un esistenza priva del minimo significato e scopo! 
Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa! 
Anche se ormai devo dire che solo la mente umana poteva inventare una scialba illusione come l'amore!
Ormai dovrebbe aver capito signor Anderson a quest'ora le sarà chiaro lei non vincerà, combattere è inutile.


Sig. Smith - Matrix Revolution

martedì 15 dicembre 2009

Discorso a Zion






Zion ascoltami.

Corrisponde a verità quello che molti di voi hanno sentito dire. Le macchine hanno costituito un’armata e mentre vi parlo si sta avvicinando alla nostra città questa armata. Credetemi quando vi dico che avremo tempi molto duri e difficili davanti a noi. Ma se vogliamo preparaci ad affrontarli dobbiamo prima liberarci delle nostra paure. Io sto qui adesso davanti a voi, assolutamente tranquillo.

Perché? Perché credo fermamente in qualcosa e voi no?

 No!

Mi vedete qui senza il minimo timore perché mi ricordo, mi ricordo che sono qui non grazie davanti a percorso che scorgo, ma grazie al percorso che mi sono lasciato alle spalle.

Mi ricordo che sono cento anni che combattiamo contro queste macchine, mi ricordo anche che sono cento anni che mandano i loro eserciti a distruggerci; e dopo un secolo di guerra senza quartiere, mi ricordo la cosa più importante di tutte … che noi siamo ancora qui!

Stasera facciamo si che arrivi un messaggio a quell’armata.  stasera facciamola vibrare questa caverna. Stasera facciamoli tremare questi edifici di pietra ghiacciaio di terra che ci sentano tutti dal nucleo della terra fino al cielo nero.

Stasera ricordiamo loro che capiscano una volta per tutte che questa e Zion e che noi non abbiamo paura.



Morpheus - Matrix Reloaded

giovedì 3 dicembre 2009

Se




Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti 
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;

se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo
se riuscirai ad ascoltare la verità da espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
a perdere e a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: "tieni duro!";

se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi Re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici o i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,


e - quel che è più, tu sarai un Uomo, ragazzo mio!


venerdì 27 novembre 2009

Il naufragio di un matrimonio


Vorrei parlarvi del mio matrimonio, che non ha nulla da invidiare al naufragio dell'Andrea Doria. Sì, la mia vita coniugale è stata un inferno. Fatto sta che mia moglie era una donna molto immatura, non aggiungo altro. Basti questo episodio, a riprova della sua immaturità. Io sto facendo il bagno, nella vasca, e lei entra quando le pare, senza neanche chiedere permesso, e mi affonda le barchette.
   In parte però è colpa mia, se abbiamo divorziato. Ho sempre avuto, nei suoi confronti, un atteggiamento schifoso. Durante il primo anno di matrimonio, tendevo a porre mia moglie sotto un piedistallo.
   Siamo stati un bel pezzo a litigare, a scannarci, e alla fine abbiamo deciso che sarebbe stato meglio prenderci una vacanza o divorziare. Ne abbiamo discusso pacatamente, da persone mature, e abbiamo optato per il divorzio poiché potevamo spendere solo una certa somma. Eppoi, una vacanza alle Bermuda dura due settimane, laddove un divorzio dura tutta la vita.
   Già mi vedo libero di nuovo, abitare nel Village da scapolo, in un bell'appartamentino con caminetto, soffici tappeti e, alla parete, un buon Picasso di Van Gogh. Senza contare hostess scatenate, bellissime, che mi scorrazzano intorno.
   L'idea mi eccitava moltissimo, e venni dunque al sodo. La misi giù dura. Le dissi: "Quasimodo, voglio il divorzio".
   E lei mi disse: "Va bene, pigliati il divorzio".
   Senonché viene fuori che nello Stato di New York vige una strana legge, per cui non ottieni il divorzio se non fornisci prova di adulterio. Ciò è bizzarro, poiché uno dei Dieci Comandamenti dice: "Non desiderare la donna d'altri". Sia come sia, lo Stato di New York ti istiga invece all'adulterio.
   Si viene così a creare una sorta di tiro alla fune fra Dio e il Governatore.
   Ne conseguiva che uno di noi due doveva per forza commettere adulterio. Mi offrii volontario io.
   Ma quando sei sposato e fuori dal giro, non sono molte le donne che hai sottomano. L'unica che avevo a tiro era Nancy, la miglior amica di mia moglie. Quindi le telefonai per chiederle se voleva commettere adulterio con me. Mi rispose: "Ma neanche a beneficio del Programma Spaziale". Il che interpretai come un cauto rifiuto.
   Andò a finire che fu mia moglie a commetterlo, per me, un adulterio?. E' sempre stata più incline di me alla meccanica.

giovedì 19 novembre 2009

Alice nell'Apocalisse





Poi vidi quando l'Agnello aperse il primo dei sette sigilli, e udii uno dei quattro esseri viventi, che diceva come con voce di tuono: Vieni e vedi.

E io vidi, ed ecco un cavallo bianco. E colui che lo cavalcava aveva un arco e gli fu data una corona, ed egli uscì fuori come vincitore e per vincere.
Quando egli aperse il secondo sigillo, udii il secondo essere vivente che diceva: Vieni e vedi.

Allora uscì fuori un altro cavallo rosso, e a colui che lo cavalcava fu dato di togliere la pace dalla terra, affinché gli uomini si uccidessero gli uni gli altri, e gli fu data una grande spada.
Quando egli aperse il terzo sigillo udii il terzo essere vivente che diceva: Vieni e vedi.

E io vidi, ed ecco un cavallo nero; e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.
E udii una voce in mezzo ai quattro esseri viventi che diceva: Un chenice di frumento per un denaro, e tre chenici d'orzo per un denaro, e non danneggiare né l'olio né il vino.
Quando egli aperse il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: Vieni e vedi.
E io vidi, ed ecco un cavallo giallastro; e colui che lo cavalcava aveva nome la Morte, e dietro ad essa veniva l'Ades. E fu loro data potestà sulla quarta parte della terra, per uccidere con la spada, con la fame, con la morte e mediante le fiere della terra.
Quando egli aperse il quinto sigillo, io vidi sotto l'altare le anime di coloro che erano stati uccisi a motivo della parola di Dio e a motivo della testimonianza che avevano resa
e gridarono a gran voce dicendo: Fino a quando aspetti, o Signore, che sei il Santo e il Verace, a fare giustizia del nostro sangue sopra coloro che abitano sulla terra?.
E a ciascuno di essi fu data una veste bianca e fu loro detto che si riposassero ancora un po' di tempo, finché fosse completato il numero dei loro conservi e dei loro fratelli, che dovevano essere uccisi come loro.
Poi vidi quando egli aperse il sesto sigillo; ed ecco, si fece un grande terremoto, e il sole divenne nero come un sacco di crine, e la luna divenne come sangue;
e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando il fico scosso da un gran vento lascia cadere i suoi fichi acerbi.
Quindi il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola, ed ogni montagna ed isola fu smossa dal suo luogo.
E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capitani, i potenti, ogni schiavo ed ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti,
e dicevano ai monti e alle rocce: Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello,
perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?.

Apocalisse di Giovanni
Cap. VI

mercoledì 18 novembre 2009

Germogliare


...Quello che deve germogliare, germoglierà...

Ne sono sicuro nella mia vita hai messo un fiore, come se tutto fosse come il prato di fronte alla nostra finestra. Quella finestra che adesso non è più nostra, solo tua. Hai messo un fiore nella mia vita: te lo rendo così per posta. Dirti che sei una stronza non mi riuscirà mai: tanto vale un gesto di galanteria poi, quello che deve germogliare, lo farà...


...anche sulla merda!


A.Biagetti

giovedì 5 novembre 2009

Io sono folle


Io sono folle, folle, folle d'amore per te .

io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle

perchè ti ho perduto .

Stamane il mattino era così caldo

che a me dettava quasi confusione

ma io era malata di tormento ero malata di tua perdizione.

Alda Merini

venerdì 30 ottobre 2009

PREAMBOLO ALLE ISTRUZIONI PER CARICARE L'OROLOGIO


"Pensa a questo: quando ti regalano un orologio, ti regalano un piccolo inferno fiorito, una catena di rose, una cella d'aria.
Non ti danno soltanto l'orologio, tanti, tanti auguri e speriamo che duri perchè è di buona marca, svizzero con àncora di rubini; non ti regalano soltanto questo minuscolo scalpellino che ti legherai al polso e che andrà a spasso con te.
Ti regalano - non lo sanno, il terribile è che non lo sanno -, ti regalano un altro frammento fragile e precario di te stesso, qualcosa che è tuo ma che non è il tuo corpo, che devi legare al tuo corpo con il suo cinghino simile a un braccetto disperatamente aggrappato al tuo polso.
Ti regalano la necessità di continuare a caricarlo tutti i giorni, l'obbligo di caricarlo se vuoi che continui ad essere un orologio; ti regalano l'ossessione di controllare l'ora esatta nelle vetrine dei gioiellieri, alla radio, al telefono.
Ti regalano la paura di perderlo, che te lo rubino, che ti cada per terra e che si rompa. Ti regalano la sua
marca, e la certezza che è una marca migliore delle altre, ti regalano la tendenza a fare il confronto fra il tuo orologio e gli altri orologi.

Non ti regalano un orologio, sei tu che sei regalato, sei il regalo per il compleanno dell'orologio.

JULIO CORTAZAR

sabato 24 ottobre 2009


Qui di seguito, dalle memorie e ultime volontà, del celebre Rodolfo Alfonso Pietro Filiberto Raffaello Guglielmi (Rodolfo Valentino) riporto le dieci qualità che la donna perfetta dovrebbe avere.

1. Fedeltà
2. Riconoscimento dell'importanza suprema dell'amore
3. Intelligenza
4. Bellezza
5. Senso dell'umorismo
6. Sincerità
7. Amore della buona tavola
8. Un serio interesse per qualche arte, occupazione o hobby
9. Piena e sincera accettazione della monogamia
10. Coraggio

Da Cleveland Amory in Vanity Fair






giovedì 1 ottobre 2009

Le Regole...degli "amici"..



1.Rivolgersi all’insegnante dando del lei.

2.Comportamento educato nei confronti dell’insegnante, dei compagni e del personale.

3.Puntualità.

4.Ordine e pulizia della persona, sono vietati in sala da ballo:
-Piercing
-I capelli lunghi sciolti
-I gioielli

5.Ordine e pulizia dei locali e dell’ambiente.

6.L’abbigliamento fornito gratuitamente dalla scuola agli allievi deve essere tenuto con cura.

7.Nella sala di danza classica non è permesso entrare con le scarpe da esterno.

8.Chiedere il permesso per uscire dalla sala.

9.E’ proibito masticare gomme in classe!

10.Divieto di fumare nella scuola.

11.All’entrata della sala di danza classica gli allievi devono fare l’inchino in segno di rispetto agli insegnanti.

12.E’ vietato l’uso di linguaggio volgare.

13.Attenersi comunque a tutte le altre regole della scuola
.

sabato 8 agosto 2009

Nove maggio


"...Nove maggio.
Grazie al cielo è venuta la pioggia, è servita a ripulire un po' le strade dalla immondizia che si era ammonticchiata.
Lavoro tutta la notte adesso, dalle sei del pomeriggio alle sei del mattino certe volte anche la domenica, è una fatica ma almeno mi tiene sempre occupato. Guadagno trecento, trecentocinquanta alla settimana certe volte anche di più, quando faccio senza tassametro.
Vengono fuori gli animali più strani, la notte: puttane, sfruttatori, mendicanti, drogati, spacciatori di droga, ladri, scippatori. Un giorno o l'altro verrà un altro diluvio universale e ripulirà le strade una volta per sempre.
Io vado per tutta la città lavoro a Bronx e Brooklyn, lavoro anche ad Harlem che è pieno di negri, io me ne frego del colore della pelle ma certi ci badano, certi miei colleghi i negri non li portano, per me non fa nessuna differenza..."
Travis Bickle

mercoledì 5 agosto 2009

Le regole del fight club


Prima regola: Non si parla del Fight Club

Seconda regola: Non dovete mai parlare del Fight Club

Terza regola: Niente scarpe, niente camicia

Quarta regola: Combattono soltanto due persone alla volta

Quinta regola: Soltanto un combattimento alla volta

Sesta regola: Il combattimento finisce quando uno dei due dice basta, o e' troppo
spompato, o si accascia a terra

Settima regola: Se e' la vostra prima sera al Fight Club, dovete combattere.

giovedì 25 giugno 2009

Quel posto che non c'è


Occhi dentro occhi e prova a dirmi se
un po' mi riconosci o in fondo un altro c'è sulla faccia mia
che non pensi possa assomigliarmi un po'

mani dentro mani e prova a stringere
tutto quello che non trovi
negli altri ma in me
quasi per magia
sembra riaffiorare tra le dita mie

potessi trattenere il fiato prima di parlare
avessi le parole quelle giuste per poterti raccontare
qualcosa che di me poi non somigli a te

potessi trattenere il fiato prima di pensare
avessi le paorle quelle grandi
per poterti circondare
e quello che di me
bellezza in fondo poi non è

bocca dentro bocca e non chiederti perchè
tutto poi ritorna
in quel posto che non c'è dove per magia
tu respiri dalla stessa pancia mia

potresti raccontarmi un gusto nuovo per mangiare giorni
avresti la certezza che di me in fondo poi ti vuoi fidare
quel posto che non c'è
ha ingoiato tutti tranne me

dovresti disegnarmi un volto nuovo e occhi per guardarmi
avresti la certezza che non è di me che poi ti vuoi fidare
in quel posto che non c'è
hai mandato solo me
solo me solo me solo me solo me..

domenica 24 maggio 2009

I shot a Moose Once



Buon Compleanno...

...Questa è assolutamente da non credere. Abbattei un alce, un giorno. Andavo a caccia, su, verso il confine col Canada, e abbattei un alce. Lo lego al parafango, e via. Me ne torno a New York, sull'autostrada. Però non mi ero accorto che l'avevo colpito di striscio: l'alce era solo tramortito. Alle porte di New York comincia a riprendere conoscenza. Eccomi dunque a viaggiare con un alce vivo sul parafango, laddove c'è una legge nello Stato di New York che lo vieta espressamente - di viaggiare con un alce vivo sul parafango - il martedì, il giovedì e il sabato. Vengo preso dal panico.


Allora mi sovviene che un mio amico dà una festa in costume, quella sera. Prendo una decisione: vado e ci porto l'alce. L'imbuco e me ne lavo le mani. Detto e fatto. Arrivo e busso alla porta con l'alce appresso. Il padrone di casa ci accoglie sulla soglia. "Ciao", gli faccio, "conosci i Solomon?". Entriamo. L'alce socializza subito. Non se la cava mica male. Tanto più che un tale cerca, con una certa insistenza, di vendergli una polizza d'assicurazione.

A mezzanotte c'è la premiazione per i costumi più belli. Vincono il primo premio i coniugi Berkowitz, travestiti da alce. L'alce arriva secondo. Come monta su tutte le furie! Lui e i coniugi Berkowitz si prendono a cornate, lì, in salotto. Si tramortiscono a vicenda.

Ecco, dico fra me, il momento opportuno. Acchiappo l'alce, lo lego al parafango e via - torno nei boschi. Sennonché ho agguantato i coniugi Berkowitz. Ed eccomi a viaggiare con due ebrei sul parafango. Laddove vige una legge nello Stato di New York, per cui ciò è severamente vietato il martedì, il giovedì e soprattutto il sabato...

La mattina seguente, i coniugi Berkowitz si risvegliano nel bosco in costume da alce. Di lì a poco il consorte viene abbattuto, imbalsamato ed esposto, come trofeo di caccia, al Circolo Atletico di New York. È da ridere, veramente, perché a quel club non sono ammessi gli ebrei...

venerdì 22 maggio 2009

Singolarità tecnologica


 "...Diciamo che una macchina ultraintelligente
                                                                                  sia definita come una macchina che può sorpassare di molto tutte le attività intellettuali                                                                                                                                                                          di qualsiasi uomo per quanto sia abile. Dato il progetto di queste macchine è una di queste attività intellettuali, una macchina ultraintelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; quindi, ci sarebbe una "esplosione di intelligenza", e l'intelligenza dell'uomo sarebbe lasciata molto indietro. Quindi, la prima macchina ultraintelligente sarà l'ultima invenzione che l'uomo avrà la necessità di fare ..."

lunedì 11 maggio 2009

Wrong


I was born with the wrong sign 
In the wrong house 
With the wrong ascendancy 
I took the wrong road 
That led to the wrong tendencies 
I was in the wrong place at the wrong time 
For the wrong reason and the wrong rhyme 
On the wrong day of the wrong week 
I used the wrong method with the wrong technique 
Wrong 
Wrong 
There's something wrong with me chemically 
Something wrong with me inherently 
The wrong mix in the wrong genes 
I reached the wrong ends by the wrong means 
It was the wrong plan 
In the wrong hands 
The wrong theory for the wrong man 
The wrong eyes on the wrong prize 
The wrong questions with the wrong replies 
Wrong 
Wrong 
I was marching to the wrong drum 
With the wrong scum 
Pissing out the wrong energy 
Using all the wrong lines 
And the wrong signs 
With the wrong intensity 
I was on the wrong page of the wrong book 
With the wrong rendition of the wrong hook 
Made the wrong move, every wrong night 
With the wrong tune played till it sounded right yeah 
Wrong 
Wrong 
Wrong 
I was born with the wrong sign 
In the wrong house 
With the wrong ascendancy 
I took the wrong road 
That led to the wrong tendencies 
I was in the wrong place at the wrong time 
For the wrong reason and the wrong rhyme 
On the wrong day of the wrong week 
I used the wrong method with the wrong technique 
Wrong

domenica 26 aprile 2009

Come Foglie


E’ piovuto il caldo
Ha squarciato il cielo
Dicono sia colpa di un’estate come non mai
Piove e intanto penso
Ha quest’acqua un senso
Parla di un rumore
Prima del silenzio e poi…
E’ un inverno che va via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di spazio
E tempo non ne ho dato mai
Seguo il sesto senso
Della pioggia il vento
Che mi porti dritta
Dritta a te
Che freddo sentirai
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto?
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ un inverno che è già via da noi
Allora come spieghi
Questa maledetta nostalgia?
Di tremare come foglie e poi
Di cadere al tappeto
D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so…
Quando arriva e quando parte,
Se riparte?
E’ arrivato il tempo
Di lasciare spazio
A chi dice che di tempo
E spazio non ne ho
Dato mai

venerdì 3 aprile 2009

Amleto Atto III, scena 1


To be, or not to be, that is the question

Whether 'tis nobler in the mind to suffer
The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing, end them.
 

Essere o non essere: questo è il problema:
se sia più nobile all'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di problemi e combattendo disperderli.
 

To die, to sleep-
No more and by a sleep to say we end
The heart-ache, and the thousand natural shocks
That flesh is heir to; 'tis a consummation
Devoutly to be wished.
 

Morire dormire; nulla più: - e con un sonno dirsi che poniamo fine al dolore e alle infinite miserie, naturale retaggio della carne, è soluzione da desiderare ardentemente.

To die, to sleep;
To sleep, perchance to dream. Ay, there's the rub;
For in that sleep of death what dreams may come
 
When we have shuffled of this mortal coil
 
Must give us pause - there's the respect
That makes calamity of so long life:

Morire - dormire - dormire, sognare forse: ma qui è l'ostacolo che ci trattiene: perché in quel sonno della morte quali sogni possan venire, quando noi ci siamo sbarazzati di questo groviglio mortale: è la remora, questa, che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.

For who would bear the whips and scorns of time
Th'oppressor's wrong, the proud man's contumely,
The pangs of despis'd love,
 the laws delay,
The insolence of office, and the spurns
That patient merit of th'unworthy takes,
When he himself might his quietus make
With a bare bodkin;

Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gl'insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, gli spasimi dell'amore disprezzato, gli indugi della legge, l'insolenza di chi è investito di una carica, e gli scherni che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?

who would fardels bear,
To grunt and sweat under a weary life,
But that the dread of something after death,
The undiscovered country, from whose bourn
No travellers returns, puzzles the will
And make us rather bear those ills we have,
Than fly to others that we know not of?

Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una gravosa vita, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte - la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore - confonde la volontà, e ci fa piuttosto sopportare i mali che abbiamo, che non volare verso altri che non conosciamo?

Thus conscience does make cowards of us all,
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o'er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pitch and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.

Così la coscienza ci fa tutti vigliacchi; così la tinta naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo per questo riguardo deviano il loro corso: e dell'azione perdono anche il nome

venerdì 13 marzo 2009

Zaion


Questi lunghi anni di guerre fratricide ci hanno fatto stare vicino, al fianco in difesa della nostra terra.

Il male ci ha unito e ci ha regalato un'affinità speciale. Sotto il segno di Venere ci siamo promessi eterno amore.
Ora che tu sei lontano il mio sguardo è rivolto ad est, in attesa del tuo ritorno. 
La nostra Zaion è libera e io ti aspetto per viverla, finalmente in pace con te.
Tua Xena

venerdì 6 marzo 2009

Frammenti


Questa è la tessera del puzzle che ho perduto andando via.
Senza...tutto il disegno ha perso il suo significato.
Oggi che la rivedo penso a te.
Se la ritrovi, sei pregata di riportamela.

mercoledì 4 febbraio 2009

Il Re di Chi Ama Troppo


Sono il re di chi ama troppo 
Sono il re di chi perdona 
Che sia animale o cosa 
Sbaglia e accusa di persona 

Sono il re di chi ama e basta 
E di chi non abbandona 
Sono il re della pazienza 
Ce l’ho in testa la corona 
E semmai dovessi andarmene tu 

Quando parlerai di me 
Che non conto mai le ore perché 
Il mio lavoro è aspettare 
Ti ricorderai di me 
Perché amore, amore è andato 
E non me ne ero accorto io, 
Il re di chi ama troppo 

Sono il re del solo affetto 
Sono il re di ciò che ho detto 
Condannato dal difetto di chi 
Pensa sempre nero solo 
Perché ama per davvero 

Quando parlerai di me 
Che non conto mai le ore perché 
Il mio lavoro è aspettare 
Ti ricorderai di me 
Perché amore, amore è andato 
E non me ne ero accorto io 
Il re di chi ama troppo 

Sono il re dei troppi errori, dei pensieri messi fuori 
Sono il re della distanza, sono il re di te e di me 
Sono il re di chi lo dice ciò che sento 
Sono il re del tuo ricordo buono a niente 
Sono il re di chi si avrà per sempre 

Quando parlerai di me 
Che non conto mai le ore perché 
Il mio lavoro è aspettare 
Ti ricorderai di me 
Perché amore, amore è andato 
E non me ne ero accorto io 
Il re di chi ama troppo 

Ti ricorderai di me 
Perché amore, amore è andato 
E non me ne ero accorto io 

Il re di chi ama troppo